"La Società delle Donne della Nobile Contrada dell’Oca , voluta nel 1909 da Don Duilio Bani e dall Prof. Marchetti , nel 2009 ha festeggiato i suoi primi 100 anni con una grande manifestazione che ha coinvolto tutta la Contrada ed in quest’occasione è stato stampato il libro “la Centenaria”, numero unico per ricordare i 100 anni di storia. Completamente autonoma sia economicamente che decisionalmente, sempre nel rispetto dei canoni contradaioli, ha un Consiglio Direttivo formato da 15 donne, che viene eletto con cadenza biennale. Oltre alla Presidente e alla Vice Presidente, le consigliere hanno varie cariche che mirano alla perfetta gestione della Società e ai contatti con gli altri organismi della Contrada, con i quali la Soc. delle Donne interagisce nei vari momenti e impegni della vita contradaiola. Le ragazze che a 16 anni escono dalla Società Anatroccoli e giovani di Fontebranda con la toccante cerimonia dell`Iniziazione vengono automaticamente inserite nella Soc.delle Donne e possono partecipare da allora a pieno diritto alle assemblee della Società e a tutte le altre manifestazioni ed eventi organizzati durante l’anno (dal Banchetto Annuale nell’ultima domenica di gennaio alla festa di S.Crispino il 25 Ottobre). Le ex Presidenti e ex Vice Presidenti compongono la Signoria della Società delle Donne e il corpo sociale è attualmente formato da circa 800 socie."
Ma facciamo un passo indietro... dei primi anni di vita della Società troviamo un bilancio chiuso all’ottobre del 1910: si tratta di un rendiconto, forse arido, ma minuzioso e preciso, voci di entrata e di usicta sorrette da alcune ricevute. Le entrate sono costituite da due serie di sottoscrizioni: una è stata effettuata per la “musica”; l’altra è costituita da somme di diversa entità e riguarda i versamenti della “Signoria” delle donne. La raccolta dei vari versamenti è curata da due esattrici: Parisina Francini e Giuseppina Landi. Ma l’entrata più significativa è quella di £ 0.14 per “frutti su libretto al Monte dei Paschi”, il che vuol dire che la Società delle Donne amministrava o perlomeno aveva a disposizione un piccolo capitale in banca che può essersi formato a gestioni precedenti di cui non abbiamo testimonianze.
Ma andiamo avanti. Nel rendiconto dell’anno successivo appare un nome che è una bandiera: Bani Duilio, destinato a diventare il “prete” per antonomasia, che, ventinovenne, controfirma il bilancio come “cancelliere”. Poche o forse nessuna novità nei rendiconti del 1911-1912 e così via fino agli anni ’30. Indubbiamente la vita del sodalizio è modesta. Dai vari bilanci possiamo evidenziare il numero delle iscritte, che nel 1930 è di 217, un numero interessantissimo se si pensa che le cene della vittoria riunivano a banchetto due o trecento contradaioli al massimo. I “dolci” acquistati o venduti per la festa titolare sono , quell’anno, 170 e il banchetto sociale vede 44 commensali. Quando la contrada vince ci sono le entrate e le uscite straordinarie: i regali di rito e la sottoscrizione per il contributo alla contrada. Alla fine di ogni gestione c’è immancabilmente l’indicazione dello “stato di cassa” e sono sempre specificati gli interessi maturati nel libretto al “Monte dei Paschi”. Quindi la Società dell Donne è una realtà, dai compiti non trascendentali, ma ormai consacrati dalla consuetudine.
Negli anni successivi notiamo fascicoli sempre piu` consistenti, impinguati da una corrispondenza sempre più numerosa, ma è alla fine degli anni '30 che troviamo documenti significativi per la crescita della Società. E’ proprio nel 1938 che vengono fissati gli scopi e le finalità della Società delle Donne, scopi e finalità concretizzati, dopo 40 anni, con la stesura dello Statuto. Fra i tanti documenti esistono un telegramma inviato a Mussolini firmato Fontani Caterina Presidente e Masi Pierina Popolana (ed ecco la Presidente auspicata anche da Don Bani) ed un trafiletto di giornale relativo al Banchetto Annuale delle Donne per la celebrazione del 30esimo anniversario della fondazione della Società.
Gli anni trascorsi dal 1909 hanno visto una lenta ma costante affermazione della Società delle Donne all’interno della Contrada grazie all’amore e alla dedizione che tutte le vere Ocaiole e Fontebrandine, che ci hanno preceduto, hanno generosamente dato all’Oca e che per questo resteranno per sempre nella memoria, quella memoria storica della Società delle Donne, la più antica società femminile autonoma all’interno di una contrada, che può e deve ancor oggi, alla luce delle mutate esigenze e degli inalterati valori, essere elemento trainante per guardare con occhi nuovi e antichi alla vita di questo microcosmo prezioso che è la nostra Contrada.






