Oca, Memoria Viva
Oca, Memoria VivaAudioguida
/
10

Il Vicolo

00:0003:04

🎧 Si consiglia l'uso delle cuffie

La rampa che collega la saletta dei drappelloni contemporanei a quella dell’Arte della Lana si può considerare un vero e proprio vicolo in quanto, in origine, prima dell’accorpamento con gli altri edifici, era probabilmente affacciato su strada.

In questa zona si trovano infatti una serie di ambienti scavati nel tufo, antichi magazzini, depositi o laboratori, il maggiore dei quali, sempre in arenaria, è caratterizzato dal tetto a capanna con alcune nicchie sulle pareti.

All’inizio della rampa si trova un bel dipinto di Pandolfo Reschi della fine del XVII secolo raffigurante il Piano di Fontebranda con le varie attività che vi si svolgevano. Figlio di un facoltoso mercante, Pandolfo nacque a Danzica nel 1640. Dopo un periodo di apprendistato decise di recarsi in Italia, giungendo prima a Venezia, poi a Roma e infine a Firenze.

Nel 1680 si incontrò con il principe Francesco Maria de’ Medici, per il quale lavorò per tutta la vita. Quando nel 1683 il principe fu nominato governatore di Siena, il pittore lo seguì e, tra i vari lavori, realizzò questa Veduta di Fontebranda, che risulta tra i quadri più apprezzati dai suoi biografi.

Egli riuscì infatti ad eseguire una veduta topograficamente esatta nella quale rivela il suo stile nordico anche nell’abilità di cronista, animando il dipinto con figure vivaci e alcune ritratte dal vivo.

Lungo le pareti sono inoltre appesi una serie di dipinti su carta delle corse del Palio realizzate tra la fine del XIX secolo e la prima metà del Novecento. Si tratta dell’ordine di arrivo delle dieci Contrade che parteciparono a quella singola carriera, fissate come in un fotogramma. Evidentemente il pittore ritraeva cavalli e fantini in ordine di arrivo cercando di documentare le varie fasi della corsa con le eventuali cadute, le nerbate o quanto altro accaduto.

In una nicchia sulla destra è esposto un grande tabernacolo in legno intagliato e dorato della metà dell’Ottocento, utilizzato per la celebrazione delle Quarantore, cerimonia religiosa particolarmente sentita e partecipata a Siena.

Sempre lungo il vicolo si può ammirare un altro bel dipinto cosiddetto della Madonna dell’Oca, opera realizzata nel 1989 da Riccardo Tommasi Ferroni raffigurante un bambino che accarezza teneramente un’Oca.

La copia di questo dipinto si trova in un tabernacolo esterno lungo la Via del Tiratoio. Il maestro versiliese realizzò per la Contrada anche un bellissimo fazzoletto (foulard) che viene indossato con orgoglio dai contradaioli durante le varie cerimonie.