Sala Pietro Marchetti
🎧 Si consiglia l'uso delle cuffie
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Dopo circa venti anni dalla realizzazione della Sala delle Vittorie, era ritenuto ormai insufficiente lo spazio per esporre i drappelloni e per lo svolgimento delle altre attività della Contrada. Nel 1923 Bettino Marchetti, che nel frattempo era diventato Governatore, donò infatti alla Contrada uno stabile posto sul fianco destro della Sala delle Vittorie, oggi parte integrante del museo, che prese il nome di Sala Pietro Marchetti in memoria di suo padre, anch’egli architetto e Governatore della Contrada.
Nella sala fu collocato il grande plastico realizzato dallo stesso Pietro, riguardante il bozzetto per il concorso nazionale indetto per la realizzazione del monumento a Vittorio Emanuele II, l’Altare della Patria o Vittoriano. Il bellissimo manufatto, attualmente situato in una saletta del piano superiore, fu ritenuto dalla commissione di gran lunga il migliore, ma venne classificato al secondo posto a causa di numerose controversie di carattere finanziario e politico. L’Altare della Patria fu infatti terminato solo nei primi decenni del Novecento.
In questa sala è conservato inoltre un bel cavallo in legno dello scultore Angelo Barcella il quale, con rara sensibilità , riuscì a interpretare la forza e la dignità di un barbero, cavallo del Palio, che scende vincitore tra il popolo di Fontebranda.
La bella luce che invece inonda la sala proviene dalle caleidoscopiche rifrazioni delle vetrate ideate da Ezio Pollai e realizzate da Marisa Casale. Esse sembrano fermare, come in un fotogramma, il delicato e impalpabile movimento di una bandiera.
Nello stesso ambiente sono inoltre conservati alcuni drappelloni della prima metà del secolo scorso, tra cui uno di Vittorio Giunti, di gusto post impressionista, una teca con quello della cinquantesima vittoria del 1928 e due drappelloni più piccoli conquistati dalla Contrada in occasione di due Carriere a sorpresa del 1909 e del 1919, gli unici due corsi e vinti dall’Oca.
About twenty years after the Hall of Victories was built, the space was no longer considered sufficient to display the drappelloni and accommodate the Contrada’s other activities.
In 1923, Bettino Marchetti, who had by then become Governor of the Contrada, donated a building adjoining the Sala delle Vittorie. Today, it forms an integral part of the museum and was named the Sala Pietro Marchetti in memory of his father, who, like his son, was both an architect and Governor of the Contrada.
The room houses a large-scale model created by Pietro himself, based on the design he submitted to the national competition for the monument to Vittorio Emanuele II, known as the Altare della Patria or Vittoriano. This magnificent model, now displayed in a small room on the upper floor, was considered by the judging panel to be by far the finest entry. Nevertheless, it was awarded second place amid numerous financial and political disputes. The Altare della Patria was not completed until the early decades of the twentieth century.
The room also houses a beautiful wooden horse by the sculptor Angelo Barcella, who, with remarkable sensitivity, succeeded in capturing the strength and dignity of a barbero—the horse that races in the Palio—as it returns victorious through the crowds of Fontebranda.
The beautiful light that floods the room comes from the kaleidoscopic reflections of the stained-glass windows designed by Ezio Pollai and created by Marisa Casale. They seem to capture, as if in a single frame, the delicate, ethereal movement of a flag.
The same room also houses several drappelloni from the first half of the twentieth century, including one by Vittorio Giunti, in a Post-Impressionist style; a display case containing the drappellone awarded for the Contrada’s fiftieth victory in 1928; and two smaller drappelloni won by the Contrada in two surprise Palio races, held in 1909 and 1919. These are the only two surprise races ever run and won by Oca.