Sale degli Argenti
🎧 Si consiglia l'uso delle cuffie
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La maggior parte del patrimonio di argenteria della Contrada è conservato in alcuni ambienti vicini alla Sala dell’Arte della Lana.
I locali conservano alcuni oggetti di notevole rilievo artistico, come una croce stazionale in rame e bronzo dorato, presentata al pubblico per la prima volta alla “Mostra dell’antica arte senese” nel 1904. Un Crocifisso di epoca più tarda rispetto al piedistallo e alla croce è invece databile agli ultimi anni del Quattrocento ed è da riferire a un orafo senese a conoscenza dei modi di Lorenzo Vecchietta, e in particolare del suo celebre “Cristo Risorto” realizzato nel 1476 per la chiesa dello Spedale di Santa Maria della Scala.
Sempre in questa sezione si trova il busto reliquiario di Santa Caterina, vero e proprio simbolo della devozione popolare della gente di Fontebranda. A seguito delle spoliazioni napoleoniche, che includevano la confisca delle argenterie delle chiese, spesso fuse per finanziare l’esercito francese, nel 1807 alcuni contradaioli, per reintegrare il danno subito, commissionarono appositamente questo busto d’argento della Santa a Giuseppe Coppini, uno degli orafi più affermati a Siena nella prima metà dell’Ottocento.
Ogni anno, al termine della festa titolare della Contrada, il busto viene orgogliosamente portato in processione da gruppi di ocaioli e, al termine, sempre con una reliquia di Santa Caterina, viene impartita la benedizione a tutti i contradaioli.
La sezione ospita inoltre una interessante coppia di candelieri in argento sbalzato di metà Seicento, una muta di candelieri, sempre in argento, con il simbolo della Contrada, opera dell’argentiere Gaetano Macchi, al quale si devono anche altri lavori nel corso della prima metà del XIX secolo, come un grande tabernacolo in argento del 1838.
Di particolare interesse anche una serie di calici in argento del XVII secolo offerti dai “Signori della Festa”, un pacificale dello stesso periodo offerto dalle “Donne e Abitanti dell’Oca”, una corona seicentesca in argento sbalzato, cesellato e traforato che veniva posta sulla testa della statua del Neroccio nei giorni della festa, una pisside, opera di Pasquino Livi (1643), in argento e rame dorato, dono delle sorelle della “Congregazione delle Sacre Stimmate di Santa Caterina”, e altri oggetti di ottima fattura che costituiscono parte del cospicuo patrimonio di oreficeria della Contrada.
Most of the Contrada’s silver collection is housed in a number of rooms located near the Sala dell’Arte della Lana. These spaces preserve several objects of considerable artistic significance, including a processional cross in copper and gilded bronze, which was first presented to the public at the Exhibition of Ancient Sienese Art in 1904.
A Crucifix, dating from a later period than the pedestal and the cross itself, can instead be dated to the final years of the fifteenth century. It is attributed to a Sienese goldsmith familiar with the artistic language of Lorenzo Vecchietta, and in particular with his celebrated Risen Christ, created in 1476 for the church of the Spedale di Santa Maria della Scala.
Also displayed in this section is the reliquary bust of Saint Catherine, a true symbol of the popular devotion of the people of Fontebranda.
Following the Napoleonic plundering, which included the confiscation of church silverware—often melted down to help finance the French army—in 1807 a group of Contrada members commissioned this silver bust of the Saint from Giuseppe Coppini, one of the most distinguished goldsmiths working in Siena during the first half of the nineteenth century, in order to restore what had been lost.
Every year, at the conclusion of the Contrada’s patron saint’s feast, the bust is proudly carried in procession by some contradaioli. The celebrations conclude with a blessing, imparted in the presence of a relic of Saint Catherine’s.
The section also houses an interesting pair of repoussé silver candlesticks dating from the mid-seventeenth century, as well as a set of silver candlesticks bearing the Contrada’s emblem, made by the silversmith Gaetano Macchi. Macchi was also responsible for other works produced during the first half of the nineteenth century, including a large silver tabernacle dating from 1838.
Of particular interest is a series of seventeenth-century silver chalices donated by the Signori della Festa (“Masters of the Feast”), together with a processional pax of the same period, donated by the Donne e Abitanti dell’Oca (“Women and Residents of Oca”).
The collection also includes a seventeenth-century crown in repoussé, chased and openwork silver, which was placed on the head of Neroccio’s statue during the days of the feast; a silver and gilded copper ciborium by Pasquino Livi, dated 1643, donated by the sisters of the Congregazione delle Sacre Stimmate di Santa Caterina (“Congregation of the Sacred Stigmata of Saint Catherine”); and numerous other finely crafted objects, which together form part of the Contrada’s rich heritage of goldsmiths’ and silversmiths’ work.