Oca, Memoria Viva
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La Sala delle Vittorie

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La Sala delle Vittorie dell’Oca fu la prima tra quelle realizzate dalle Contrade. Fu inaugurata il 29 settembre 1901 su progetto dell’allora vicario, l’architetto Bettino Marchetti (1867–1935). Vi furono raccolti i drappelloni conquistati sul Campo, i cimeli, i costumi e le memorie di Fontebranda.

Gli ambienti corrispondevano ai locali dell’attuale sede della Contrada, situati vicino all’Oratorio di Santa Caterina, ed erano disposti su quattro piani: la Sala delle Vittorie, il Salotto della Memoria, l’economato e l’abitazione del custode.

Il salone è caratterizzato da un vasto ambiente di impianto neoclassico, affacciato sulla strada e scandito al centro da due possenti colonne in finto marmo e due grandi archi a botte.

Nel primo allestimento le nuove “Stanze” erano tutte percorse da un’inevitabile retorica post unitaria e anche nei drappelloni figuravano baffuti e impettiti alfieri con scenario ipergotico, blasoni araldici, ghirlande fiorite e ornati rinascimentali filtrati dalla sensibilità tardo romantica.

Dopo circa venti anni Bettino Marchetti, che nel frattempo era diventato Governatore, donò alla Contrada uno stabile posto sul fianco destro della Sala delle Vittorie, oggi parte integrante del museo. Prese il nome di Sala Marchetti, nella quale fu posto un grande plastico in legno realizzato da suo padre Pietro (Siena, 1834–1881), anch’egli architetto e Governatore dell’Oca.

La Sala delle Vittorie fu poi radicalmente restaurata alla fine degli anni Cinquanta con un pavimento a grandi riquadri marmorei con i colori dell’Oca e l’emblema della Contrada. L’ultimo definitivo intervento avvenne nel 1995, quando i vari ambienti, alcuni dei quali recuperati proprio in quella occasione, furono collegati tra loro e con l’Oratorio attraverso un suggestivo percorso museale in cui sono testimoniate, con moderni criteri espositivi, opere d’arte, costumi, documenti, preziose oreficerie a partire dal XV secolo, dipinti, sculture, reliquie, memorie e, naturalmente, dopo un loro completo restauro, tutti i drappelloni.

Nel salone sono conservati quelli relativi alle vittorie conquistate tra il XIX secolo e gli inizi del Novecento. Tra di essi se ne segnala uno che non viene riconosciuto nell’elenco ufficiale del Comune in quanto fu corso nella Fortezza medicea il 17 agosto 1874.

Qui si svolgono inoltre le assemblee generali dell’Oca durante le quali sono trattati i principali argomenti riguardanti la vita e le attività della Contrada. Le assemblee sono presiedute dal Governatore e dalla Sedia direttiva composta da dodici persone, ognuna delle quali ha un compito preciso stabilito da un antico Statuto della Contrada sul quale il Governatore deve giurare prima di entrare in carica. A fianco del Governatore è seduto il Capitano, il quale viene eletto per lo svolgimento di tutte le questioni riguardanti il Palio.

Ancora oggi, come in antico, le assemblee della Contrada iniziano al suono della campana dell’oratorio e si concludono nel ricordo di “tutti gli ocaioli che ci hanno preceduto”. Idealmente alle assemblee partecipano anche loro insieme alla nostra Patrona Santa Caterina. La sua statua reca infatti sempre al collo il fazzoletto dell’Oca e, come riportano gli antichi verbali, le assemblee iniziavano “nel nome della nostra Patrona Santa Caterina”.