Oratorio di Santa Caterina
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L’oratorio è edificato nel luogo in cui sorgeva il fondaco del tintore Jacopo Benincasa, padre di Santa Caterina. Nel 1464 fu acquistato l’edificio da parte degli abitanti di Fontebranda anche grazie ad alcune concessioni da parte del Comune di Siena.
L’attuale facciata non è quella originale ma una fedele ricostruzione, realizzata nel 1877 dall’architetto Giuseppe Partini; fu addossata a quella quattrocentesca per coprire i tiranti apposti per problemi di stabilità in seguito al terremoto del 1798. L’esecuzione della decorazione scultorea fu affidata a Leopoldo Maccari, mentre della struttura originale resta solo il rilievo quattrocentesco della lunetta, opera di Urbano di Pietro da Cortona.
L’interno dell’oratorio è a una navata unica ed è diviso in due campate coperte da volte a costoloni; si conclude con una parete rettilinea che ospita l’altare, mentre la parete d’ingresso è occupata dalla cantoria dell’organo inserita nel 1837.
Sull’altare è posta la prima opera voluta dal popolo di Fontebranda nel 1474. Si tratta di uno dei capolavori della scultura senese, una statua lignea policroma raffigurante Santa Caterina commissionata a Neroccio di Bartolomeo Landi, mentre gli affreschi con scene della vita di Santa Caterina adornano le pareti e le volte.
La decorazione pittorica, eseguita almeno in due periodi successivi, da artisti diversi appare abbastanza unitaria, grazie alla struttura generale in cui si inseriscono le varie scene.
I dipinti più antichi sono da riferire agli anni venti del XVI secolo, opera di Giovanni Antonio Bazzi detto il Sodoma (putti reggitenda a fianco dell’altare), di Giacomo Pacchiarotti (lunetta superiore con Le Stimmate di Santa Caterina), di Vincenzo Tamagni (parete sinistra accanto all’altare, con Santa Caterina che guarisce dalla peste Matteo Cenni, Rettore dello Spedale della Misericordia) e di Girolamo del Pacchia (parete destra, Il Miracolo di Sant'Agnese da Montepulciano e Caterina libera due domenicani dai banditi).
Sono ben documentate le vicende relative agli interventi pittorici dei primi del Seicento, dovuti a Ventura Salimbeni (parete sinistra, Santa Caterina minacciata da rivoltosi fiorentini) e a Sebastiano Folli (controfacciata, Caterina al cospetto del Papa Gregorio XI inviata dal governo fiorentino per far togliere l'interdetto alla città di Firenze; i riquadri sotto la cantoria, sul lato sinistro, rappresentano Caterina che torna a Firenze da Avignone e, a destra, Santa Caterina che porta il messaggio del papa a Firenze).
The oratory was built on the site of the workshop and house of the dyer Jacopo Benincasa, Saint Catherine’s father. In 1464, the building was purchased by Fontebranda’s inhabitants, with the help of several concessions granted by the Municipality of Siena.
The current façade is not the original one, but a faithful reconstruction carried out in 1877 by the architect Giuseppe Partini. It was added onto the 15th-century façade to conceal the tie rods installed to address structural stability issues following the 1798 earthquake. The sculptural decoration was entrusted to Leopoldo Maccari, while the only surviving element of the original structure is the 15th-century relief in the lunette, by Urbano di Pietro da Cortona.
The interior of the oratory consists of a single nave divided into two bays, covered by ribbed vaults. It terminates in a straight wall housing the altar, while the entrance wall is occupied by the organ loft, installed in 1837.
On the altar stands the first work commissioned by Fontebranda’s people in 1474. It is one of the masterpieces of Sienese sculpture: a polychrome wooden statue depicting Saint Catherine, commissioned from Neroccio di Bartolomeo Landi. The frescoes depicting scenes from the Saint’s life adorn the walls and vaults.
The painted decoration, executed in at least two successive periods by different artists, appears homogeneous thanks to the overall structure in which the various scenes are set.
The oldest paintings date from the 1520s and were executed by different artists: Giovanni Antonio Bazzi, known as Il Sodoma (the curtain-holding putti beside the altar); Giacomo Pacchiarotti (the upper lunette depicting The Stigmata of Saint Catherine); Vincenzo Tamagni (the left wall beside the altar, depicting Saint Catherine Healing Matteo Cenni, Rector of the Hospital of Misericordia, from the Plague); and Girolamo del Pacchia (the right wall, depicting The Miracle of Saint Agnes of Montepulciano and Catherine Freeing Two Dominicans from Bandits).
The interventions carried out in the early 17th century are also well documented. They include works by Ventura Salimbeni (left wall, Saint Catherine Threatened by Florentine Rioters) and Sebastiano Folli (entrance wall, Catherine before Pope Gregory XI, sent by the Florentine government to have the interdict against the city of Florence lifted). In addition, the panels beneath the organ loft depict Catherine Returning to Florence from Avignon on the left and Saint Catherine Delivering the Pope’s Message to Florence on the right.